Una grande storia d’amore – Susanna Tamaro

Edith e Andrea, una giovane un po’ trasgressiva e un capitano molto rigoroso, si incontrano per caso su un traghetto, tra Venezia e la Grecia. Un evento minimo dei tanti di cui è fatta la vita. Ma la loro cambia per sempre. Dapprima c’è il rifiuto: come possono, loro così diversi, sentirsi attratti una dall’altro? Poi le fasi alterne di un amore dapprima clandestino, le avventure di una lunga separazione, il pericolo di un segreto, una felicità inattesa e una grande prova… E infine l’isola, piena di vento e di luce, dove i due vanno ad abitare ristrutturando una vecchia casa abbandonata. L’isola dove ora Andrea si ritrova solo. I dialoghi veramente importanti, però, non si esauriscono mai: mentre la cura quotidiana del giardino e delle api dell’amata moglie lo aiuta a tornare alla vita, Andrea continua a parlare con lei. Le racconta, con tenerezza e passione, la loro grande storia d’amore. E le promette che ritroverà la figlia, Amy, che da troppo tempo ha interrotto i rapporti con i genitori. Forse è possibile ricominciare, riscoprirsi famiglia, nonostante i dispiaceri e le scomode verità?

Un libro bellissimo, uno dei più belli che ho letto negli ultimi tempi. È una storia molto semplice come alla fine lo sono tutte le storie d’amore, una storia di abbandoni e di ritorni. Di paura di ferire e di essere feriti, di rabbia, di perdono, di desiderio, di ricordi a cui aggrapparsi, di sofferenza e di gioia. È la storia stessa della vita.

Susanna Tamaro è una scrittrice eccezionale, che sa toccare i nostri cuori sintonizzandosi con il lettore. I personaggi sono descritti con maestria, ci sembra di conoscerli, perché li abbiamo avuti come amici, come parenti o perché siamo noi dentro alle specchio delle sue parole.

Il mattino dopo ero perfettamente consapevole che nel grande e fino ad allora perfetto puzzle della mia vita mancava una tessera. Quella tessera eri tu.

Solferino editore 285 pagine

La scuola sui binari – Angeles Donate

In una stazione ferroviaria costruita in mezzo al nulla, tra campi polverosi e qualche timido albero da frutto, c’è un treno che non va più da nessuna parte eppure porta dappertutto. All’interno, non ci sono scompartimenti, ma banchi di legno e una lavagna. All’esterno, qualcuno ha scritto sulla porta in una calligrafia incerta: “Escuela Artículo 123”. È una delle scuole-vagone previste dal governo messicano per i figli dei dipendenti delle ferrovie, scuole ambulanti per famiglie nomadi, sempre in viaggio ad aggiustare binari o tirare cavi dell’elettricità. Ikal ha undici anni e sogna di diventare insegnante. È amico di Chico, conta i treni che passano con Tuerto, è segretamente innamorato di Valeria e vive mille avventure con il suo cane Quetzal. I loro volti, immortalati in una foto in bianco e nero, emergono da un fascicolo della Dirección General de Educación sulla scrivania di Hugo Valenzuela. Don Ernesto, l’anziano maestro della scuola, sta per andare in pensione e alcuni politici vogliono approfittarne per archiviare definitivamente un modello educativo giudicato inutile e antiquato. Hugo deve decidere se convalidare la chiusura. In un viaggio nel passato che metterà a rischio anche il suo futuro, scoprirà che ci sono cose che lasciano tracce incancellabili.

Come mi è già capitato di dire, i libri ispirati a storie realmente accadute, hanno un valore aggiunto che è quello di raccontare la verità, la realtà, di farci sentire ancora più vicini alla storia.

Il libro racconta una storia con dentro tante storie. Fra i temi come l’amicizia, il lavoro, la povertà, il primo amore, ne spicca un altro che mi sta particolarmente a cuore. Quello della rinascita, della scoperta di sè stessi e della propria strada. Che non sempre è la più ricca o la più redditizzia e quasi mai, la più semplice.

Feltrinelli, 206 pagine

Il grand tour di Nancy Moon – Sarah Steele

“Taffetà, crêpe de chine, vestiti a trapezio e tubini: la passione di Florence per il vintage è di famiglia. Dalla nonna Peggy ha ereditato l’amore per i tagli sartoriali e una vecchia macchina da cucire, ma di recente la gioia che provava tra nastri e rocchetti si è spenta, dopo una crisi coniugale e la morte di Peggy. Tutto cambia quando, in un armadio della nonna, trova una serie di cartamodelli degli anni ’60. In ogni busta, un ritaglio di tessuto, una cartolina e una fotografia di una donna, sempre la stessa, che indossa il modello in questione.

Affascinata dalla storia che quei vestiti sembrano volerle raccontare, e senza più niente che la leghi a casa, Flo decide di seguire la mappa tracciata dalle cartoline e dalle fotografie per capire chi sia la sconosciuta. Perché la nonna conservava i suoi scatti? E come mai le amiche di Peggy sembrano nascondere qualcosa? Passo dopo passo, Flo riuscirà a scoprire che la donna si chiamava Nancy e che ogni vestito compone il puzzle di un suo viaggio in Europa nel 1962. Dall’Inghilterra al Sud della Francia e poi all’Italia, ripercorrendo il “grand tour” di Nancy e seguendo il filo di una misteriosa storia d’amore, anche Flo proverà a ricucire la propria vita.”

Mi è piaciuto tantissimo questo libro fresco, femminile, pieno di grazia. La protagonista ha uno sguardo al futuro perché si chiede che ne sarà della sua vita che in quel momento sembra un groviglio di eventi spiacevoli, e uno sguardo al passato e al fascino che solo i vestiti vintage sanno dare.

La storia è un condensato di amicizia, amore, viaggi, e in più si arricchisce di una sorta di mistero quando Flo vuole capire chi era veramente questa sua zia di cui non conosceva nemmeno l’esistenza. Insomma ci sono tutti gli ingredienti per un romanzo piacevolissimo!

Editore Feltrinelli – Pagine 400 – Formato cartaceo, Ebook

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Tutto chiede salvezza – Daniele Mencarelli

tutto chiede salvezza.

Daniele è un ragazzo di vent’anni che, in seguito ad una violenta esplosione di rabbia, viene sottoposto a un TSO (trattamento sanitario obbligatorio) e ricoverato per una settimana in un reparto di psichiatria. Siamo nel 1994, l’estate dei mondiali.

I suoi cinque compagni di stanza sono personaggi strani, inquietanti e al tempo stesso teneri, travolti dalle avversità della vita esattamente come lui. Accomunati dall’esperienza del ricovero, in cui subiscono l’indifferenza dei medici e la paura degli infermieri, costruiscono un senso di fratellanza e un bisogno di sostegno reciproco. Sono persone ai margini del mondo eppure che hanno dentro molto da raccontare, ragazzi travolti dalla vita che soffrono e amano esattamente come il protagonista. I cinque, accomunati dal ricovero e da un caldo terribile, passeranno insieme ogni momento della giornata, conoscendosi fino a creare una sorta di fratellanza e a sentirsi vicini e capiti contro un mondo che li vede semplicemente come folli.

Il libro, che ha vinto il premio strega giovani è uno di quei romanzi che ti entrano nella pelle e ci rimangono per diverso tempo. La storia è forte, violenta, ma la scrittura è leggera con quella parlata romanesca, così colorata e le scene sono a volte surreali e fanno sorridere.
 “possibile che nessuno s’accorge che semo come ’na piuma? Basta ’no sputo de vento pe’ portacce via”

Il treno dei bambini – Viola Ardone

9602749

“È il 1946 quando Amerigo lascia il suo rione di Napoli e sale su un treno. Assieme a migliaia di altri bambini meridionali attraverserà l’intera penisola e trascorrerà alcuni mesi in una famiglia del Nord; un’iniziativa del Partito comunista per strappare i piccoli alla miseria dopo l’ultimo conflitto. Con lo stupore dei suoi sette anni e il piglio furbo di un bambino dei vicoli, Amerigo ci mostra un’Italia che si rialza dalla guerra come se la vedessimo per la prima volta. E ci affida la storia commovente di una separazione. Quel dolore originario cui non ci si può sottrarre, perché non c’è altro modo per crescere.” Continua a leggere