Eva dorme – Francesca Melandri

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“È l’alba. Anche stanotte Eva non riesce a dormire. Apre la finestra: l’aria pungente e dolce dell’aprile altoatesino sa di neve e di resina. All’improvviso il telefono squilla, la voce debole di un uomo che la chiama con il soprannome della sua infanzia: è Vito. È molto malato, e vorrebbe vederla per l’ultima volta. Carabiniere calabrese in pensione, ha prestato a lungo servizio in Alto Adige negli anni sessanta, anni cupi, di tensione e di attentati. Anni che non impedirono l’amore tra quello smarrito giovane carabiniere e la bellissima Gerda Huber, cuoca in un grande albergo, sorella di un terrorista altoatesino e soprattutto ragazza madre in un mondo ostile. Quando Vito è entrato nella sua vita, Eva la figlia bambina, ha provato per la prima volta il sapore di cosa sia un papà: qualcuno che ti vuole così bene che, se necessario, perfino ti sgrida. Sul treno che porta Eva da Vito morente, lungo i 1397 chilometri che corrono dalle guglie dolomitiche del Rosengarten fino al mare scintillante della Calabria, compiremo anche un viaggio a ritroso nel tempo, dentro la storia tormentata dell’Alto Adige e della famiglia Huber. La fine della prima guerra mondiale, quando il Sudtirolo austriaco venne assegnato all’Italia, quando Hermann Huber, futuro padre di Gerda, perse i genitori e con loro la capacità di amare.” Continua a leggere

La perfezione non è di questo mondo – Daniela Mattalia

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“Torino, tra le Molinette e il Valentino. Adriano, professore ottantaduenne che ha appena perso la moglie, ha un segreto di cui si vergogna un po’: da quando la sua compagna non c’è più, continua a rivederla tra le corsie delle Molinette, anche se sa che non può essere vero. O forse sì? A soccorrerlo dal dubbio di essere sull’orlo della pazzia intervengono uno stravagante tassista, certo che sia più che normale che i morti continuino ad abitare accanto ai loro cari, e altre tre persone, che incrociano la sua strada. Gemma, libraia trentenne che nel fine settimana fa la volontaria al Filo d’Argento, un call center per anziani. Olga, un’arzilla zitella settantaseienne ricoverata con una gamba rotta. E Fausto, un giovane grafico precario fidanzato a una ragazza della Torino bene e padrone di Archibald, un bracco che ha il vizio di darsi alla macchia proprio nel parco dove fa jogging Gemma. Le vite di questi quattro personaggi si intrecciano, come in una danza, tra il parco e l’ospedale, dove si aggirano altre due inafferrabili presenze. Perché chi l’ha detto che morendo si deve per forza andare nell’aldilà, in un paradiso perfetto, algido e lontano? Non è forse più consolante – e infinitamente più divertente – immaginare di poter restare nell’aldiquà, invisibili a tutti tranne a chi ci vorrà vedere, fantasmi della porta accanto con tutte le nostre stupende imperfezioni?” Continua a leggere

L’isola di neve – Valentina D’Urbano

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“A ventotto anni, Manuel si sente già al capolinea: un errore imperdonabile ha di­strutto la sua vita e ricominciare sembra impossibile.
L’unico suo rifugio è Novembre, l’isola dove abitavano i suoi nonni. Sperduta nel mar Tirreno insieme alla sua gemella, Santa Brigida – l’isoletta del vecchio carcere abbandonato –, Novembre sembra il posto perfetto per stare da solo. Ma i suoi piani vengono sconvolti da Edith, una giovane tedesca stravagante, giunta sull’isola per risolvere un mistero vecchio di cinquant’anni: la storia di Andreas von Berger – violinista dal talento straordinario e ultimo detenuto del carcere di Santa Brigida – e della donna che, secondo Edith, ha nascosto il suo ine­stimabile violino. L’unico indizio che Edith e Manuel hanno è il nome di quella donna: Tempesta.

1952. A soli diciassette anni, Neve sa già cosa le riserva il futuro: una vita aspra e miserabile sull’isola di Novembre. Figlia di un padre violento e nullafacente, Neve è l’unica in grado di provvedere alla sua famiglia. Tutto cambia quando, un giorno, nel carcere di Santa Brigida viene trasferito uno straniero. La sua cella si affaccia su una piccola spiaggia bianca e isolata su cui è proibito attraccare. È proprio lì che sbarca Neve, spinta da una curiosità divorante. Andreas è il contrario di come lo ha immaginato. È bellissimo, colto e gentile come nessun uomo dell’isola sarà mai, e conosce il mondo al di là del mare, quel mondo dove Neve non è mai stata. Separati dalle sbarre della cella, i due iniziano a conoscersi, ma fanno un patto: Neve non gli dirà mai il suo vero nome. Sarà lui a sceglierne uno per lei.”

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Due sirene in un bicchiere – Federica Brunini

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CONSIGLI ESTIVI DI LETTURA [2]

“Al B&B delle Sirene Stanche – quattro stanze su un’isola del Mediterraneo nascoste dietro a un portone turchese, una cucina sempre in movimento e una grande terrazza sul mare – non si arriva per caso. Non è in nessuna guida turistica né lo si prenota tramite agenzia di viaggio: bisogna scrivere una lettera e motivare la propria richiesta, e poi attendere che una busta azzurra con il simbolo di una sirena giunga a confermare il soggiorno.
Lo sanno bene Eva, Jonas, Olivia, Lisa e Lara, i cinque nuovi ospiti che approdano sull’isola per una vacanza detox che promette di rimettere in forma corpo e anima, e di aiutarli a trovare le risposte che cercano.
Ad accoglierli ci sono Dana, trentadue anni e la voglia di migliorare la vita di tutti con i suoi celeberrimi centrifugati bio, e Tamara, artista di mezza età che ama il mare, il silenzio e la solitudine del suo atelier. Insieme gestiscono la locanda offrendo corsi di yoga, arte e cucina accompagnati da chiacchiere e relax, lontano da cellulari e tecnologia.
Ma cosa succede quando il passato irrompe scardinando il presente? Da cosa e da chi si nasconde Tamara, tanto da non lasciare mai l’isola? Ed Eva, Jonas, Olivia, Lisa e Lara sono davvero ciò che dichiarano di essere o mentono, prima di tutto a se stessi?
Tra giornate di sole, avventure e una notte drammatica che tiene tutti con il fiato sospeso, gli ospiti del B&B trasformeranno la loro vacanza in una tregua necessaria in cui riscoprire chi sono e chi vogliono diventare, perché “quello che succede è l’unica cosa che sarebbe potuta accadere” e “il momento in cui avviene è sempre quello giusto”.” Continua a leggere

LA FIGLIA DEL SAHARA – Marcella D’Arle


In questo libro viene narrata la storia di una ragazza di nome Kadisha che appartiene a una tribù beduina del deserto i cui capi sono i suoi genitori. Durante il corso della storia viene descritta, da un narratore esterno, la vita che la ragazza insieme alla sua famiglia e alla sua tribù deve affrontare nel Sahara: il sole caldo, la continua mancanza di acqua e le unioni coniugali programmate secondo un codice che venne stato instaurato molti e molti decenni prima delle loro nascite.
La storia inizia con la descrizione della grande tenda dove alloggiavano Kadisha e i suoi genitori, nonché gli emiri della tribù. La tenda era un posto molto accogliente e caloroso nel quale i figli dei capi avrebbero alloggiato sino all’età di dieci anni circa, prima che arrivasse il momenti di trasferirsi nella tenda insieme ai ragazzi della loro stessa età. Durante le giornate la madre di Kadisha era solita occuparsi del proprio popolo, aiutandolo nel campo medico, nel quale era molto esperta. Arrivato il momento per Kadisha di dover abbandonare la grande tenda, prova in tutti i modi di convincere la mamma a farla rimanere, ma nonostante i suoi sforzi va a vivere con le altre ragazze della sua età. Trascorso qualche mese, Kadisha si recò sulla riva del fiume dove il padre fece piantare tre palme che rappresentavano lei, sua mamma e suo papà e si accorse che una palma era morta, quella di sua madre. Quindi corse al villaggio per avvisare il padre, entrò nella grande tenda e non appena iniziò a parlare senti un urlo molto forte provenire da fuori. Era sua madre che stava aiutando una donna quando ad un tratto sbucò un serpente che la morse. Dopo la morte della madre durante un’attraversata nel deserto la carovana trovò un bambino solo così l’emiro lo prese e lo portò con sé. Con il tempo il piccolo Alì iniziò ad essere amato da tutti Kadisha e la sua schiava comprese. Quest’ultime nonostante i trascorsi burrascosi che caratterizzano il loro passato sono riuscite ad andare d’accordo, a diventare amiche e a fidarsi l’una dell’altra. Durante la permanenza della carovana a Tagonit la famiglia di Kadisha conobbe una dottoressa la quale poi con il tempo scoprì di essere la nipote dell’emira della tribù blu e Kadisha riuscì a convincere il padre che quella donna sarebbe stata una madre perfetta per lei e i suoi fratelli e una moglie perfetta per lui, dopo sua madre. Dopo un periodo di riflessione l’emiro sposa la dottoressa la quale divenne la nuova capa della tribù.
Consiglio questo libro a tutte le persone appassionate di libri basati su storie reali. Il racconto ha un punto di vista a volte interno alla vicenda e a volte esterno, è scritto in modo chiaro e comprensibile tanto da riuscire a trasmettere le sensazioni e le emozioni provate dai personaggi nelle condizioni difficili in cui si trovano a vivere. Con la compartecipazione dei sentimenti dei protagonisti questa storia può far comprendere che non tutti sono fortunati allo stesso modo e che ci sono persone nel mondo che per poter sopravvivere e riuscire a vivere una vita serena devono affrontare sfide molto difficili e a volte anche molto pericolose.

Editore Edumond Le Monnier – Pagine 192 – Fuori catalogo