Le figlie del libro perduto – Katherine Howe

cover“Connie Goodwin, giovane e brillante dottoranda all’Università di Harvard, è impegnata in una ricerca sui processi di Salem, nel New England, che alla fine del diciassettesimo secolo videro più di centocinquanta persone accusate di stregoneria. Ma durante l’estate è costretta a trasferirsi fuori città per sistemare e vendere la vecchia casa di famiglia. All’inizio contrariata, Connie scopre che l’antica dimora contiene strani e preziosi tesori: non ultima, una Bibbia da cui cade una chiave dal fusto cavo, al cui interno è nascosto un pezzetto di carta ingiallita con su scritto Deliverance Dane. Un nome legato non solo ai processi su cui Connie sta indagando, ma anche alla sua famiglia, a un segreto custodito da generazioni di donne e tramandato attraverso un libro proibito: un Libro delle Ombre, depositario di un sapere arcano e sovrannaturale, ormai perduto. Ma un filo rosso lega quel passato oscuro e terribile al presente: e mentre Connie, tormentata dalle visioni, cerca disperatamente di risolvere il mistero, qualcun altro è in cerca del libro perduto, e per ottenerlo è disposto a tutto, anche a ricorrere a una maledizione da cui non c’è scampo… Thriller, fantasy e romanzo storico a un tempo, il libro d’esordio di Katherine Howe affonda le radici nella famiglia stessa dell’autrice, discendente di due donne che subirono i processi di Salem.”

Se dico Salem voi cosa mi rispondete? Giusto! Streghe,stregoneria ma anche persecuzioni, umiliazioni, uccisioni,  ignoranza e tanta! E’ un argomento che mi ha sempre affascinato anche se nel 1600 quasi 1700 ha meno di affascinante. Il libro scorre, si legge bene, ci sono cenni storici e dettagli anche delle umiliazioni che queste donne dovevano subire con l’impotenza di non poter dimostrare la falsità dell’accusa. Fondamentalmente è la ricostruzione secoli dopo di come si svolsero gli avvenimenti attraverso varie generazioni. La protagonista attuale è Connie,  mentre la prima protagonista d’epoca è Deliverance e poi le sue discendenti, che praticavano una magia curativa, benefica ma che la superstizione di allora vedeva come magia del diavolo. La narrazione segue due filoni paralleli che si alternano, s’intrecciano, quello attuale e quello storico. Ho maggiormente apprezzato quello storico perché descritto molto bene sia nei personaggi che nei luoghi e atmosfere dell’America di allora, mentre quello attuale secondo me stenta un po’. Connie in alcune deduzioni o collegamenti  si dimostra un po’ “lenta”, oppure sono io brava che riesco ad anticipare, con la storia che in qualche punto risulta prevedibile. Però lo consiglio se l’argomento vi stuzzica e se deciderete di farvi stuzzicare, secondo me, passerete delle ore piacevoli. Buona lettura!

Editore Salani – Pagine 427 – Formato cartaceo – Ebook

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